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Charnia
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La mwbacharnia (mwbqFord, 1958)cite-ref-1[1] (gen. mwcgmwcwCharnia) è un enigmatico mwdaorganismo estinto, vissuto nel mwdqProterozoico superiore (mwdgEdiacarano, circa 560 milioni di anni fa). I suoi resti sono stati ritrovati in quasi tutti i continenti, ma sono famosi soprattutto i fossili ritrovati in mwdwInghilterra, nell'mweaisola di Terranova e in mweqAustralia. Questo genere appartiene alla famosa mwegfauna di Ediacara.
Contents
• Specie
• Ecologia
• Note
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Descrizione
L'aspetto di questo essere doveva assomigliare a quello degli odierni mwfgpennatulacei, o “penne di mare”: Charnia era infatti simile a una fronda sottile e allungata. La struttura di questo organismo richiama da vicino quella di altri organismi del Proterozoico, noti come mwfwVendozoa. Il corpo di mwgaCharnia era costituito da numerosi segmenti disposti alternativamente sul lato destro e sul lato sinistro, in modo tale da formare una sutura mediana a zig zag.
Specie
Sono note tre specie appartenenti a questo genere: mwigCharnia masoni, mwiwCharnia wardi e mwjaCharnia antecedens.
mwjgCharnia masoni è la mwjwspecie tipo, scoperta nel mwka1957 dal giovane Roger Mason (che in seguito sarebbe diventato un noto professore di petrologia metamorfica) in Inghilterra centrale. L'olotipo di questa specie risiede nel museo di Leicester City, insieme al suo mwkqsister taxon mwkgmwkwCharniodiscus.
mwlqCharnia wardi fu scoperta alla fine degli anni '70 nell'isola di Terranova, ma venne descritta solo nel mwlg2003. Gli esemplari appartenenti a questa specie erano i più grandi fra tutti gli organismi dell'Ediacarano: la lunghezza poteva superare i due metri. La specie si differenzia da mwlwC. masoni principalmente per la forma più stretta e allungata.
mwmqCharnia antecedens, invece, è stata ridescritta nel mwmg2007 sulla base di esemplari precedentemente ascritti al genere mwmwGlaessnerina. La struttura a zig zag di questa specie è maggiormente irregolare rispetto a quella presente negli esemplari di mwnaC. masoni.
Significato dei fossili
La charnia è un mwpafossile molto importante per differenti ragioni. In primo luogo, i suoi fossili rinvenuti nel 1957 nella foresta di mwpqCharnwood (da qui il nome dell'organismo) furono i primi attribuiti con certezza a rocce del mwpgPrecambriano. Fino a quel momento, infatti, si pensava che il Precambriano fosse completamente avaro di fossili e che quindi non vi fosse possibilità di mwpwvita. Nonostante resti simili a mwqaCharnia fossero già stati rinvenuti negli anni '30 (in mwqqNamibia) e negli anni '40 (in Australia), gli studiosi pensavano che queste forme appartenessero al periodo mwqgCambriano e non vennero ritenute importanti.
In secondo luogo, mwraCharnia è stata per lungo tempo l'immagine tipo degli animali precambriani. Originariamente fu interpretata come un'mwrqalga, ma nel mwrg1966 Glaessner ristudiò i resti e propose che questo organismo fosse strettamente imparentato con le mwrwpennatulacee attuali. Con questa immagine delle “penne di mare”, tra gli studiosi si aprì una vera e propria caccia ai fossili precambriani, che portò al riconoscimento di numerose altre forme di vita di quel periodo. L'interpretazione della charnia come “penna di mare”, in ogni caso, è stata recentemente screditata.
Classificazione
Come già scritto, la charnia è stata considerata un'alga e in seguito un pennatulide. Tuttavia queste teorie non sono più in voga da tempo. Al contrario dei pennatulidi, che crescono a partire dalla base del corpo, la charnia cresceva per mezzo dell'aggiunta di nuovi segmenti nell'apice.
Una teoria attualmente molto in voga è emersa nel corso degli anni '80: secondo Adolf Seilacher, mwswCharnia apparterrebbe a un gruppo estinto di grado sconosciuto, confinato all'Ediacarano ed estintosi senza lasciare discendenti. Questa teoria suggerisce che quasi tutte le forme di vita dell'Ediacarano, in precedenza ritenute essere ancestrali a molti gruppi moderni, erano in realtà strettamente imparentate fra di loro e differenti da ogni altro organismo noto. Questo nuovo gruppo è noto come mwtaVendozoa (o mwtqVendobionta), un clade la cui posizione nell'albero della vita è altamente problematica.
Distribuzione
La charnia è il genere a più ampia distribuzione temporale e geografica fra tutti i fossili della fauna di Ediacara. La più grande abbondanza di esemplari si rinviene nella costa sudorientale dell'isola di Terranova. Questi fossili sono anche i più antichi di tutta la fauna di Ediacara.
Ecologia
Si conosce molto poco della possibile ecologia di mwugCharnia. Doveva essere un organismo mwuwbentico, ancorato al fondo del mare. Secondo un'ipotesi molto popolare attualmente, questo essere viveva in acque profonde, sotto il livello del moto ondoso; questo significa che l'organismo non esercitava mwvafotosintesi. I fossili non mostrano alcuna traccia di apparato nutrizionale (bocca, intestino), quindi la sua mwvqecologia rimane un vero e proprio enigma. Alcuni hanno ipotizzato che la charnia sopravvivesse tramite una nutrizione basata sul filtraggio delle acque circostanti, o forse tramite l'assorbimento diretto delle sostanze nutrienti. Ulteriori ricerche potrebbero determinare meglio l'ecologia di questi misteriosi organismi.
Note
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikispecies
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Charnia
• Wikispecies contiene informazioni su Charnia
Collegamenti esterni
Immagini di mwywCharnia:
• mwzghttps://web.archive.org/web/20081226062110/http://geol.queensu.ca/museum/exhibits/ediac/drook/carolyn.html - mwzwCharnia masoni
• mwaqhttps://web.archive.org/web/20081226062718/http://geol.queensu.ca/museum/exhibits/ediac/drook/calvert.html - mwagCharnia wardi
• mwbahttps://web.archive.org/web/20070914194954/http://www.toyen.uio.no/palmus/galleri/montre/english/x494.htm
Un articolo sulla scoperta di mwbgCharnia masoni:
• mwcqhttps://web.archive.org/web/20070510112737/http://www.charnia.org.uk/newsletter/brit_assoc_2002.htm